“I I giovedì della formazione-Disturbi specifici dell’apprendimento: aspetti didattici, economici e giuridici”

“I Disturbi specifici dell’apprendimento: aspetti didattici, economici e giuridici”

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“La più grande sfida con un DSA non è istruire lui, ma chi gli sta intorno” (Anonimo)

I disturbi specifici dell’apprendimento interessano molti studenti. Da quasi un decennio è stata approvata una legge che li tutela e tramite la quale è possibile richiedere all’INPS l’indennità economica di frequenza. Questo il tema cardine della Diretta Facebook dal Centro Studi Leaders del 26 Aprile, con i nostri ospiti: l’avvocato Pierpaolo Napoletano (Esperto in Diritto della Previdenza Sociale) e il dott. Antonio Bianchi (Dirigente Medico U.O.S. – Assistenza Sanitaria di Base – D.S.S. 11/12 – Componente di Commissione Medica per gli accertamenti di invalidità Civile).
Identificati con la sigla DSA, i Disturbi Specifici dell’Apprendimento sono un gruppo eterogeneo di disordini che implicano gravi difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità specifiche: comprensione del linguaggio orale, espressione linguistica, lettura, scrittura, ragionamento, matematica. L’acronimo racchiude un insieme di disturbi: la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia che sono patologie che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate. I soggetti, infatti, da un punto di vista intellettivo e sensoriale non hanno alcun problema, nè deficit. Nel dettaglio, la dislessia è la difficoltà nell’imparare a leggere e decifrare i segni linguistici mentre la disgrafia è un disturbo specifico della scrittura; la disortografia invece è un disturbo un po’ più complesso e consiste nel mettere una lettera al posto di un’altra. Infine, la discalculia è la difficoltà nell’eseguire gli automatismi del calcolo, così come si evince anche dalla legge 170 del 2010 che li regolamenta. “Nel 1990 – spiega l’avvocato Napoletano – è stata introdotta nel nostro paese l’indennità di frequenza a favore dei minori fino ai 18 anni per coloro i quali hanno difficoltà a svolgere le normali funzioni della loro età. Questa prestazione economica viene erogata dall’ Inps previo accertamento da parte della commissione invalidi civili, anche se molte volte è necessario rivolgersi a sedi giudiziarie per poter andare avanti nella pratica.”
Al quesito “A quanti anni converrebbe fare una diagnosi, nel caso si evidenzino delle difficoltà in ambito scolastico?” il dottor Bianchi ha affermato che “In medicina, in generale, più si va avanti con l’età e maggiore è la difficoltà di ottenere un successo da un punto di vista terapeutico. Sicuramente, i primi segnali si dovrebbero già avere quando il bambino termina il secondo anno di scuola elementare e dovrebbe già saper leggere e scrivere” e, dunque, “Nel momento in cui ci si rende conto che un figlio ha delle difficoltà, a quale ente bisogna rivolgersi per poter fare una diagnosi?” l’avvocato Napoletano ha prontamente risposto che “l’Inps eroga la prestazione e gestisce i requisiti e i connotati sanitari, in quanto tutti i giudizi della commissione invalidi civili sono provvisori. Successivamente, un pediatra deve compilare un modulo che dovrà necessariamente essere inviato telematicamente presso la commissione invalidi civili tramite un patronato. Un aspetto di fondamentale importanza che alcuni genitori tendono a sottovalutare è quello di non fare la domanda a causa di giudizi esterni che fondamentalmente non esistono e che possano invece creare difficoltà al ragazzo stesso” evidenziando una delle maggiori cause di difficoltà di intervento da parte degli operatori esperti, i quali incontrano spesso delle barriere preconcettuali secondo le quali una eventuale diagnosi potrebbe rappresentare un marchio indelebile agli occhi della società, quanto di più sbagliato nel porre le basi per un progetto didattico di supporto favorevole e sereno di cui questi ragazzi hanno diritto.
Il nostro Bruno ha poi chiesto al dott. Bianchi se “le difficoltà di chi è affetto da DSA sono legate solo all’ambito scolastico?” ed, ancora, se “la scuola attualmente è sufficientemente preparata a fornire il supporto necessario per questi alunni?” “Sicuramente chi ha difficoltà a scuola può riscontrare le stesse difficoltà nella vita quotidiana che possono andare dal leggere l’indicazione stradale a svolgere un calcolo – spiega Bianchi – Se, però, la scuola è preparata ad applicare quanto sancito dalla legge 170, essa ha quindi l’obbligo di formare i docenti nel “correggere” questi ragazzi e aiutarli il più possibile con il supporto di strumenti tecnologici, oltre a una sensibilizzazione per i genitori. Purtroppo, però, con i tempi che corrono, per gli strumenti compensativi, c’è bisogno di risorse economiche che, ahimè, mancano in tutto il paese.” E a proposito di spese, dunque, “Visto che l’indennizzo previsto riguarda le spese scolastiche, lo stesso viene quindi sospeso durante il periodo estivo?” cui l’avvocato Napoletano ha risposto che “L’indennità di frequenza, pari a 282 ,55 euro mensili, ha lo scopo di assicurare al bambino una “formazione assistenziale” o in un centro o presso la scuola dell’obbligo fino al 18esimo anno di età. Essa parte il mese successivo all’inizio della scuola e termina cioè a giugno, salvo si possa dimostrare che il bambino, nei mesi successivi, frequenti qualche altro corso formativo, privato o pubblico. Anche gli extracomunitari hanno diritto alla indennità di frequenza.”
Abbiamo poi dato spazio alle domande da casa, ad esempio, al dott. Bianchi, se “La diagnosi, una volta redatta, è sottoposta a scadenza, in termini di tempo” il quale ha sottolineato che “Vanno valutati bene i tempi di effettuazione della domanda e le condizioni del bambino. In genere, però, le commissioni valutatrici preferiscono avere valutazioni piuttosto recenti, quindi è preferibile tenersi sempre in aggiornamento”.
Un sentito RINGRAZIAMENTO al Dottor Antonio Bianchi e all’Avvocato Napoletano Pier Paolo per il loro prezioso intervento e appuntamento alla prossima diretta, giovedì 3 Maggio p.v. dal titolo “il rapporto genitore/figli con la scuola …… oggi”

Dott. ssa Francesca Valeria Cassano
Psicologa
Resp. Relazione con gli Esperti