I Giovedì della Formazione: Come avere Successo a scuola e all’università

La prima diretta dei “Giovedì della Formazione” 18/19, da quest’anno in partnership con Copernico     il corso telematico di “Motivazione allo Studio e tecniche di Apprendimento”, ha visto, come ospite, il Dott. Enrico Vinci, orientatore, formatore, docente, consulente scolastico e psicopedagogista, presidente dell’Associazione Orientatori, Psicologi e Pedagogisti Italiani e autore di quattro volumi, l’ultimo dei quali – “Come avere successo a Scuola e all’Università” – appena pubblicato e scritto con il Dott. Massimo Lamanna, direttore del Centro Studi Leaders di Monopoli.Vi presentiamo l’intervista tenutasi prima della diretta del giornalista Bruno Bellini.In questo libro parla di Come avere successo a Scuola e all’Università. Ce ne vuole parlare e perché secondo lei sarebbe così importante oggi studiare? Il successo è legato alla capacità di realizzarei nostri obiettivi e saperli apprezzare e vivere in profondità. In questo, lo studio gioca un ruolo fondamentale: avere successo a Scuola o all’ Università o fallire non è privo di importanza, perché conoscere fatti e teorie non significa solamente avere l’opportunità di proseguire gli studi in modo regolare. In una società competitiva come la nostra, infatti, lo studio diviene indispensabile perché solo“colui che sa” può essere una persona libera,capace di comprendere i propri bisogni, desideri, obiettivi e saperli in seguito soddisfare.Nella diretta parleremo di felicità. Ma che cosa è la felicità? È possibile essere più felici? E come fare?Il tema della felicità appassiona da sempre l’essere umano e NON dipende da variabili anagrafiche, né dalla bellezza, dalla cultura o dalla ricchezza ma, al contrario, dall’atteggiamento mentale delle persone e dalle scelte di massima felicità, possiamo farlo solo cono-cendo prima i nostri valori più importanti e poi scegliendo di vivere ogni giorno la nostra esistenza in base a questi principi.Possiamo sempre scegliere come cambiare e progettare la nostra esistenza,anche quando il nostro passato sembra essere stato tra i più difficili e complessi. Ha appena parlato del passato di ognuno di noi. Però in che misura questo ci condiziona o può condizionarci per raggiungere i nostri obbiettivi ed essere più felici? Risponderò, prima con una domanda: secondo voi, quanto il nostro passato incide sul nostro presente? Provare a rispondere ad interrogativi di questo tipo, richiede un cambiamento di prospettiva: significa tentare di non ridurre una persona solamente alle cause dei suoi problemi (il suo passato), ma di individuarne anche le potenzialità latenti (il suo presente) per stimolarlo ed orientarlo ad un percorso di vita impregnato di senso (il suo futuro).Quindi, concludendo, per vivere più felici dobbiamo focalizzare l’attenzione principalmente sulle nostre relazioni o ci sono anche altre aree della nostra vita che dobbiamo conoscere? E se sì come fare? Se vogliamo migliorare una qualsiasi area della nostra vita, dobbiamo necessariamente cambiare qualcosa in ciò che facciamo e in come lo facciamo. In breve, avere successo ed essere felici è un processo non facile ma sempre possibile e, pertanto, auspicabile. Possiamo evolverci, crescere e prendere il controllo della nostra vita piuttosto che esserne passivamente controllati. Possiamo superare i nostri limiti, ricordandoci che “siamo” molto più di ciò che “pensiamo” di essere e che possiamo “fare” molto più di ciò abitualmente facciamo. Perché è nel momento in cui effettuiamo le nostre scelte e le nostre azioni che determiniamo il nostro destino e la nostra felicità. Il video dell’intera diretta, è che fanno circa il proprio presente e futuro.E qui gioca un ruolo chiave la parola CAMBIAMENTO. Se vogliamo essere felici dobbiamo cambiare. Chiaramente, per cambiare abbiamo bisogno di diventare persone coraggiose,tenendo presente che la parola cambiamento,non deve mai essere vista in modo negativo.Concretamente, come si formano in ognuno di noi queste idee, queste credenze come è possibile cambiarle e in positivo?Il problema non è che quello che pensiamo,ma gli effetti di quello che pensiamo. Questo perché esistono: credenze potenzianti e credenze depotenzianti. I risultati che otteniamo influenzano le nostre azioni a breve e lungo termine e sono figli dell’azione. Se, infatti, abbiamo un potenziale eccezionale, ma non facciamo nulla di ciò che dovremmo fare per raggiungere i nostri obiettivi, il risultato sarà quasi certamente fallimentare.Quello che dice mi fa pensare all’ importanza di un progetto di vita. Di avere uno scopo particolare nella vita e raggiungerlo.