I giovedì della formazione-“I giovani e la fede attraverso la testimonianza del volontariato”

“I giovani e la fede attraverso la testimonianza del volontariato”
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“La fede è conoscenza del cuore e oltrepassa il potere della dimostrazione.”
(Kahlil Gibran)
“I giovani e la fede attraverso la testimonianza del volontariato”, questo il tema affrontato il 17 maggio 2018, in diretta live durante il consueto appuntamento dei giovedì della formazione dal Centro Studi Leaders, con la partecipazione di Don Pierpaolo Pacello che ha prontamente risposto a tutti i quesiti posti dal conduttore e dal gruppo dei genitori del centro in maniera chiara e approfondita;
Che rapporto hanno i giovani con la fede e come vedono i giovani oggi la chiesa?
Il rapporto tra i giovani e la fede è molto complesso e ci sono più risposte per tale domanda- spiega Don Pierpaolo- la più personale è quella dove la fede nei ragazzi può essere positiva quando ci sono rapporti sani, belli e genuini e, quando accade questo, i ragazzi vivono la fede in maniera perfetta. Franco Gavelli ha pubblicato un testo dal titolo “Piccoli atei crescono“ attraverso il quale egli svolge un’indagine su 1500 ragazzi tra i 18 e i 29 anni e il 28% di questi ragazzi si dichiara atei, 10% cattolici praticanti e convinti, un 10% credenti ma non frequentanti il resto pluralismo religioso. La fede nei ragazzi, quindi, va vista nella sua complessità e nelle sue mille sfaccettature.
Il mondo religioso dei giovani, così complesso e inquieto, costituisce una grande sfida per gli educatori e gli attori del volontariato?
È una sfida esaltante rispondere al cuore di un ragazzo in ricerca, in quanto, per un educatore significa raccontare se stessi e le proprie esperienze, usando magari linguaggi differenti. C’è bisogno di testimoni veri, ovvero qualcuno che leghi ciò che fa a ciò che dice altrimenti si ottiene l’effetto contrario.
Anche questa volta, abbiamo dato ampio spazio alle domande giunte dai genitori sul gruppo, tramite il canale WhatsApp al 320.62.58.363.
Una tra queste Quali sono i motivi per chi si allontana dalla chiesa soprattutto dopo il sacramento della cresima?
E’ una domanda complessa, questa. In Italia, in diverse diocesi, si sono posti questo interrogativo e hanno svolto una sorta di sperimentazioni per provare a capire il perché di tale fenomeno. La cosa che, secondo me, non deve venir meno è il dialogo tra 4 parti importanti: famiglia, educatore, presbitero e il gruppo di amici di catechesi; quando queste cose funzionano il ragazzo è meno portato ad allontanarsi e si percepisce in una buona realtà per se stesso.
Ancora, Se qualcuno venisse da lei e le dicesse “visto che non ho niente da fare in estate, vorrei fare un po’ di volontariato” cosa risponderebbe?
Vieni da noi e magari t’inseriamo in tante realtà estive di volontariato. Ne segnalo una di una ragazza che è stata da noi e ora si trova nelle zone terremotate a dare una mano.
Sono un’insegnante e mi capita spesso di sentir dire dai miei alunni “Io credo in Dio ma a modo mio” ..come devo comportarmi?
Non mi spaventerei ognuno di noi cerca Dio a modo proprio, ogni insegnante deve a mio avviso favorire una ricerca personale e poi piano piano accompagnare il giovane in una conoscenza di qualche posto o esperienza significativa religiosa.
Trova che i giovani di oggi e quelli di un tempo si avvicinino al Volontariato in modo diverso?
Bisognerebbe fare una storia del volontariato. Forse qualcosa è cambiato rispetto alle forme di appartenenza: una volta i ragazzi avevano molti meno input ai quali dare risposta e quindi era più semplice legarsi a delle realtà di volontariato. Adesso, questo tipo di appartenenza forte, sembra essere venuta meno. C’è il rischio di non riuscire a legarsi a nessuna realtà in particolare, perché viene chiesto loro del tempo che impiegano in altro: forse questo non aiuta a rapportarsi con il volontariato. Mi capita di vedere i talk show dove non c’è propensione ad ascoltarsi, non c’è ascolto verso l’altro. Tutto questo sta venendo meno: vi è un irrigidimento della propria posizione e uno screditamento verso gli altri
Quali esperienze e cammini possono portare ad un avvicinamento del giovane alla chiesa? Il volontariato può rientrare in una di queste esperienze?
Direi di si. Il volontariato rapportato anche con la realtà parrocchiale, mettendoci le mani direttamente per vedere e provare alcune esperienze, può essere d’aiuto in tal senso. Due cose sono importanti: la ricerca di se stessi, sperimentare e cercare un di dio vicino a te, quindi vedere Dio come amico, e un posto dove si possa fare gruppo con amici. Quando ci sono questi aspetti, allora tutto fila per il meglio.
Quando e come ha sentito che la strada del sacerdozio era quella per lei?
Nel tempo nelle esperienze che ho vissuto, e con la spinta di voler far qualcosa per gli altri e forse la forma di essere prete calza a pennello per me.
Ultima domanda, non per importanza : ”Oggi la chiesa, ha bisogno di figure carismatiche come ad esempio Don Tonino Bello?
Certo, decisamene si. Molti ragazzi, anche non credenti, fanno riferimenti ad esempi positivi e Don Tonino Bello, sicuramente, è una di queste o, ad esempio, Papa Francesco; c’è, però, il rischio di vedere papa Francesco come un qualcosa di costruito, ma è una persona con delle radici e una cultura profonda.
Appuntamento con la prossima diretta, giovedì 24 Maggio alle h.20, dal tema: “PREVENZIONE E CONOSCENZA…PER UNA SANA CRESCITA DEI NOSTRI BAMBINI”

Dott. ssa Francesca Valeria Cassano
Psicologa
Resp. Relazione con esperti