I Giovedì della formazione-IL RAPPORTO GENITORI/FIGLI CON LA SCUOLA …. OGGI”

IL RAPPORTO GENITORI/FIGLI CON LA SCUOLA …. OGGI”
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“L’istruzione finisce nelle classi scolastiche, ma l’educazione finisce solo con la vita.”
(F. W. ROBERTSON)

È chiaro a tutti quanto la scuola costituisca per i bambini e per i ragazzi un’importante occasione di socializzazione, confronto e crescita personale. La scuola è un luogo in cui si possono osservare e apprendere diversi stili di comportamento, di pensiero, di linguaggio; è un luogo di sperimentazione, di condivisione di modelli culturali. Andare a scuola, però, significa anche impegno non solo per le ore dedicate alla frequenza scolastica, ma anche a casa, per l’esecuzione dei compiti. Ecco perché essa è amata ma anche non amata dagli stessi studenti. Senza trascurare, poi, il fatto che ci sono molti studenti che, con l’avanzare dell’età, abbandonano la scuola, soprattutto perché non provano interesse o non riconoscono un valore nell’impegno scolastico che viene loro richiesto. Il più delle volte, l’avversione allo studio rappresenta un segnale di disagio.
Questi gli argomenti centrali della diretta del 4 Maggio in compagnia della Dottoressa Liliana Camarda, Dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo “C.D. v. Dieta – S.M. V. Sofo” di Monopoli e della Maestra Patrizia Pertosa dell’Istituto Comprensivo “C.D. v. Dieta – S.M. V. Sofo” di Monopoli.
Ma “Cosa sta succedendo alla scuola oggi?”
“E’ una domanda a cui si potrebbe rispondere in mille modi diversi. La scuola in generale, oggi, è spesso sotto i riflettori per svariati motivi – spiega la dott.ssa Camarda- Poi, però, c’è un’altra parte di scuola, la buona scuola fatta di passione, dedizione, competenza da parte dei docenti. A volte questa scuola è anche sottovaluta e malpagata, o subisce intromissioni da parte di genitori che pensano di voler sostituire il docente nel proprio ruolo; quindi è necessario riscoprire la scuola nei veri ruoli, valori e competenze che gli insegnanti mettono nel proprio lavoro. Un buon dirigente e un buon insegnante è quello/a che si porta a casa le paure, le preoccupazioni dei propri alunni specie per i più piccoli. Lavorare nella scuola vuol dire aver a che fare con delle persone in crescita e quindi con una grande responsabilità.”
La Maestra Pertosa, invece, ha chiarito che “Cosa è un’insegnante “oggi” secondo la sua esperienza e quanto il suo ruolo sia importante nello sviluppo della formazione dei ragazzi?” affermando che il ruolo dell’insegnante è importantissimo, in quanto egli è colui che è costantemente accanto a un bambino. L’insegnate deve credere in quello che fa innanzitutto! “Non è uno stipendio quello che porta a casa, ma il sorriso, l’allegria, l’abbraccio del bambino stesso.”
“Perché l’autorevolezza dell’insegnante del “passato” oggi sembra svanita?”
La dottoressa Camarda sottolinea che sfaterebbe il mito dell’insegnante come unico maestro perché per un bambino è più importante dire: “il mio maestro è unico” in un altro senso. Sicuramente, c’è stata una perdita di autorevolezza e credibilità da parte della scuola e ambo le cose vanno di pari passo. Le ragioni sono molteplici, ma due in particolare sono quelle che andrebbero sottolineate: una esterna e una interna alla scuola. Quella esterna è legata a un contesto sociale in cui viviamo dove tutti pensiamo di essere in grado di sapere come si fa un determinato lavoro: tutti leggiamo Wikipedia e pensiamo di entrare nello specifico del lavoro; molte volte, infatti, alcuni genitori finiscono con il fare i “sindacalisti” dei propri figli, e quindi nel difenderli anche nell’indifendibile minando il lavoro dell’insegnante, al contrario di ciò che accadeva 40 anni fa; diventa, quindi, fondamentale confrontarsi con l’insegnante in separata sede lontano dal bambino senza sminuire la sua figura. Dal punto di vista interno, invece, vi è una perdita di identità pedagogica e lo dimostra anche l’avvicendarsi politico delle leggi che ci sono: se pensiamo alla scuola degli anni ‘80 e dei primi anni ‘90 ci sono state delle leggi particolari: l’inserimento degli alunni diversamente abili, la valutazione formativa, il tempo pieno, una serie di riforme che il governo ha supportato dando un contributo economico a quelle che erano delle scelte prettamente pedagogiche cioè del mondo della scuola. Da un po’ di anni, invece, assistiamo a una passerella politica in cui ogni candidato ha una sua idea di scuola e deve cambiare quella del governo precedente: questo vuol dire non dare continuità agli investimenti precedentemente fatti e quindi esibire una scuola fortemente condizionata dalle scelte politiche.
Alla maestra Pertosa, invece, il nostro Bruno ha chiesto “Quali sono le caratteristiche e le qualità che un insegnante deve possedere?” la quale ha asserito che l’insegnante è tutto! Anche medico, alle volte, se il bambino non dovesse sentirsi bene. L’insegnante deve avere tante caratteristiche. Tali caratteristiche, però, molte volte vanno bene, altre invece no. Il discorso può variare a seconda del bambino e dal docente stesso.
“Quanto è importante il rapporto tra scuola/professori e genitori?”
“E’ di fondamentale importanza – afferma la Dott.ssa Camarda – in quanto la buona riuscita di un percorso formativo per un bambino si basa sull’alleanza scuola/famiglia cioè lavorare insieme per uno stesso obiettivo, nello specifico e nel rispetto dei ruoli. Se il bambino percepisce che la scuola rispetta la sua famiglia e, viceversa, la famiglia rispetta la scuola, in automatico rispetterà anche lui entrambe le parti. Il rispetto, però, non può essere insegnato dalla scuola in quanto è un qualcosa che si trasmette, portandolo a qualcun altro. “Una buona scuola è quella che, mentre insegna, apprende al tempo stesso!”
La maestra Pertosa, infine, ha spiegato “Quanto influisce l’idea che i genitori inculcano ai propri figli della scuola?” spiegando che l’idea che i genitori trasmettono ai figli circa la scuola, e gli insegnanti, ricade moltissimo anche sul rendimento o sull’atteggiamento perché, in molti casi vediamo bambini che a scuola riversano ciò che apprendono in casa. Quindi, qualsiasi rapporto a favore della scuola, viene riversato nella scuola e sugli insegnanti; contrariamente, no. Alcune volte, però, è il bambino stesso che acquista fiducia in base all’insegnate che incontra.
Come sempre, poi, è stato dato ampio spazio alle domande da casa e a quelle poste su WhatsApp, giunte al nostro numero 320.62.58.363, dai genitori o dai ragazzi del centro.
In particolare, alla dottoressa Camarda abbiamo chiesto se “La scuola oggi è pronta verso problematiche attuali come quelli dei ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento?” la quale ha sottolineato che tutti gli insegnanti dovrebbero essere preparati al supporto di tutti i ragazzi, motivo per cui una formazione costante e aggiornata è sempre consigliabile.
Appuntamento alla prossima diretta, Giovedì 10 Maggio dalle h. 20, dal titolo “La danza: tra arte e sport. Quanto è importante per la crescita dei nostri figli?”
Non mancate!!!

Dott.ssa Francesca Valeria Cassano
Psicologa
Resp. Relazione con esperti