I giovedì della formazione-“La danza: tra arte e sport. Quanto è importante per la crescita dei nostri figli?”

“La danza: tra arte e sport. Quanto è importante per la crescita dei nostri figli?”
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“Imparare a camminare ti rende libero. Imparare a danzare ti dà la libertà più grande di tutte: esprimere con tutto il tuo essere la persona che sei.” (Melissa Hayden)

Praticare attività fisica, quindi anche danza, comporta innumerevoli benefici: tiene attivo ed impegnato il bambino; aiuta a sviluppare le capacità di socializzazione; riduce il tempo passato davanti a televisione e computer; contrasta la sedentarietà. La danza, in un profondo connubio tra arte e sport, è una disciplina sportiva completa, che produce numerosi effetti benefici, sia sul versante fisico sia su quello psicologico. Si tratta di un’attività essenzialmente aerobica.
Nella nostra diretta Facebook del 10 Maggio abbiamo approfondito l’argomento con Antonella Mastronardi ed Antony Napoletano, Istruttori e Coreografi, Ballerini di danze caraibiche, specializzati nel Folklore Afro-Cubano, Campioni Italiani di Bachata CDC e vincitori dei Trofeo Salsitaly di Salsa e Son. Assieme a loro abbiamo riflettuto su quanto la danza sia importante per la crescita dei nostri bambini e ragazzi.
Tante e quasi infinite le discussioni sul fatto che la Danza non è uno sport e che il danzatore è un artista e non uno sportivo. Alla maestra Antonella, Bruno ha chiesto “Cosa pensi a questo proposito?”. “Il ballerino è un artista – afferma Antonella – che trasforma la melodia in proprie sensazioni, in proprie emozioni, rendendole uniche; La danza, però, può anche essere vista come gara: quando si è difronte ad una competizione, ad un obbiettivo, e dove assistiamo ad una sorta di preparazione fisica e mentale, che coinvolge sia gli allievi e sia noi insegnati, che abbiamo l’importante compito di accompagnare i ragazzi in questa avventura.”
Alla domanda “Durante una lezione di ballo ti senti un insegnante o un’artista?” il maestro Antony, invece, ha spiegato che si sente maggiormente un insegnante, perché quando sei davanti a dei ragazzi che devono imparare e che, quindi, sono alle prime armi, non puoi “fare il ballerino”
“Pensate che questa attività debba essere proposta ai bambini sotto forma di divertimento, come un gioco, pur avendo regole ben precise?”
Antonella, che lavora tanto con i bambini, spiega che, di solito, la lezione è impostata sul divertimento: un presupposto che serve per tirar fuori la creatività dei più piccoli, stanchi e appesantiti dallo stress mattutino della scuola. L’approccio con la danza può dare una base solida per l’apprendimento di regole fondamentali e ben precise, spiegate ed applicate sotto forma di gioco. La danza, però, ha diverse sfaccettature: può anche essere vissuta dal punto di vista competitivo quando si è difronte ad una gara, ad un obbiettivo da raggiungere, in questo senso la danza può spronare ed aiutare a crescere nella vita.
Ma “Ci sono persone portate per il ballo e altre no, oppure tutti possono imparare a ballare?”
Il maestro Antony crede fermamente che tutti siano portati per la danza: ognuno può ballare se si applica e ha volontà. Chiaramente, poi, c’è qualcuno che ha un talento innato, che deve riuscire a conciliare con la dedizione e l’impegno necessari per far spiccare una grande passione.

“Tenendo presente che il Ballo è in costante evoluzione e il ruolo della formazione rappresenta un fertile strumento di crescita, credi che ci dovrebbe essere una formazione obbligatoria per tutti coloro che hanno una scuola di ballo, tale da garantire professionalità ed eliminare i “Maestri Improvvisati”?”
La maestra Antonella spiega che l’improvvisazione, purtroppo, è abbastanza diffusa, ed è importante, invece, che chi insegna debba avere determinate competenze, poiché fare il ballerino e fare il maestro sono due cose ben diverse. Per poter insegnare bisogna aver delle competenze importanti e bisogna avere una formazione completa, che è il risultato di anni e anni di studio, corsi e preparazioni, necessari per poter trasmettere qualcosa a tutti, in particolar modo ai bambini.

Successivamente, si è dato spazio alle domande da casa.
“Quando ci si iscrive ad un corso di ballo, è necessario procurare un certificato medico”
Si, ci vuole un certificato medico non agonistico – informa Antony – tale certificato è obbligatorio per tutti gli sport per sapere se il soggetto è in stato di salute. Se, invece, ci si deve partecipare a delle competizioni, si ha bisogno di un certificato agonistico.
Se per un attimo, ti mettessi nei panni di un genitore, anziché di insegnante, quali requisiti dovrebbe avere una scuola di ballo in cui manderesti tuo figlio?
Antonella ha affermato che “Per un mio figlio sceglierei un’attività che lo porti a crescere sia fisicamente che mentalmente, e poi cercherei delle persone di cui fidarmi e a cui affidare mio figlio/a. Questo aspetto è molto importante, al contrario del pensare solo al proprio figlio come vincitore di competizioni e coppe, che magari possono arrivare con il tempo e con qualcosa che spinga il ragazzo a dare di più, e quindi a crescere, ma non come fine ultimo.”
Un giovedì all’insegna della professionalità e dell’allegria! Grazie di cuore ad Antony e ad Antonella per il loro contributo, per la disponibilità e la gentilezza, che sempre vi contraddistinguono.
Appuntamento a giovedì prossimo, con la diretta dal tema “i giovani e la fede attraverso la testimonianza del volontariato”

Dott.ssa Francesca Valeria Cassano
Psicologa
Resp. Relazione esperti